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giovedì 30 giugno 2011

Cava Grande del Cassibile, la roccia, la natura, l'acqua

Laghetti Cava Grande
Una bellezza straordinaria impressa con lunghi e profondi solchi da millenni di duro e paziente lavoro delle forze straordinarie della natura, fa delle cave iblee quanto di più suggestivo la Sicilia è in grado di offrire. La Cava Grande è, tra queste, la più profonda e impenetrabile, antropizzata dall’uomo solo in alcune parti del suo sinuoso percorso. Il fiume Cassibile ( Kalyparis per gli antichi greci) inizia la sua corsa dal feudo di conrada Baulì, fra le contrade Velardo, Santa Lucia e saraceni, 3 Km a sud- est di Palazzolo Acreide. Nelle pareti rocciose la vegetazione non è molto fitta, ma nel fondovalle, dove il grado di umidità è più elevato, vive il platano orientale. Oltre al platano la foresta ripale è ricca di molteplici essenze arboree: salici, pioppi, oleandri, carpini e frassini.
Sui pianori dominano l’ampelodesma, la scilla e l’asfodelo. Quest’ultimo, nell’antica cultura contadina, era simbolo premonitore: una vistosa fioritura di asfodeli significava la certezza di abbondanti raccolti per il contadino il quale, nei periodi di carestia, poteva anche alimentarsi con le sue radici, riprendendo così un’antica usanza greca.

martedì 28 giugno 2011

Area Marina Protetta del Plemmirio, tra mare, cielo e terra

Faro segnalatore
Il “Plemmirio fu testimone” della guerra condotta dagli ateniesi contro i siracusani fra il 415 e il 413 a.C. per la conquista del dominio del Mediterraneo. Lo stesso mare oggi è un’Area Marina Protetta istituita nel 2005 e comprende una superficie di 2.500 ettari di mare che copre 12 km di costa in cui si alternano falesie, calette e grotte.
L’interesse naturalistico dell’area si sviluppa sia sulla terraferma (non ancora protetta) sia  sopra e sotto il livello del mare. La costa, soprattutto nel settore nord, conserva alcuni interessanti ecosistemi caratterizzati dalla presenza della Palma nana, del Lentisco, del Mirto e cespugli di Timo, Capperi, Euforbie. Interessante anche la presenza di alcune piante tipiche ed esclusive degli ambienti costieri, come la Salicornia, il Finocchio di mare e l’endemico Limonium syracusanum.
In quest’ambiente, formato da una ricca vegetazione, è facile osservare uccelli o in fase di migrazione o che risiedono nell’area tutto l’anno.
Così, nelle aree ricoperte da una fitta vegetazione, non è difficile imbattersi nel piccolo Occhiocotto o in qualche Saltimpalo, mentre, dove la vegetazione è rada, si può osservare la Ballerina bianca, l’Allodola o la Cappellaccia.

Oasi di Vendicari, il fascino "dell'isola" nell'isola

Caletta oasi di Vendicari
Quando si arriva a Vendicari il mare avvolge in un magico abbraccio: è qui che il Mediterraneo si manifesta nella sua bellezza e varietà di forme e colori non comuni.
Chi percorre per la prima volta la provinciale Noto – Pachino, guardando dall’alto del promontorio i pantani di Vendicari si sentirà sicuramente avvolto da un alone di mistero. Questo fazzoletto di terra d’Africa è stato salvato dalle mani di speculatori grazie a pochi impavidi naturalisti.
Oggi Vendicari è una Riserva Naturale Orientata, gestita dall’I.R.F.S dove quotidianamente si ha accesso gratuito con l’ausilio della guida.
Da studiosi e da appassionati, Vendicari è stata definita “l’albergo degli uccelli” perché ne accoglie ogni anno migliaia che, prima di spiccare il volo verso le coste africane, qui sostano per rifocillarsi.